domenica 17 maggio 2015

SUPPLICA DI MARIA TERESA ARRIGONI PER I FURTI SUBITI DOPO LA BATTAGLIA DI VERDERIO DEL 28 APRILE 1799 di Marco Bartesaghi


INTRODUZIONE
 

Dopo la Battaglia combattuta a Verderio il 28 aprile 1799, i soldati austro-russi, che avevano sconfitto i francesi, perpetrarono violenze e furti, ai danni degli abitanti di Verderio e dei paesi circostanti, di cui restano diverse testimonianze nei registri parrocchiali, in documenti ufficiali e in opere letterarie, come nel racconto di Cesare Cantù: “La Battaglia di Verderio”(A).
Vittime furono persone di diversa estrazione sociale, comprese alcune appartenenti a nobili famiglie che con tanta fiducia avevano atteso di essere liberate dall’occupante francese.
Una di queste, Maria Teresa, della famiglia dei marchesi Arrigoni, facoltosi possidenti di Verderio (B), inoltrò una supplica per essere risarcita dei furti subiti il giorno dopo la battaglia. Di Maria Teresa non sono riuscito a conoscere con precisione il posto che occupava all'interno della famiglia. Spero di riuscirci in un altro momento.


L'aspetto attuale dell'entrata della villa di Verderio che fu della famiglia Arrigoni e poi, attraverso Giacomo Ruscone, della famiglia Gnecchi Ruscone

Il documento che qui viene presentato appartiene all’Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana di Milano, ed è conservato nella cartella n.74 del Fondo Famiglie. Comprende un foglio, con la supplica e le annotazioni dell’ente ricevente, la Regia Amministrazione Provvisoria, e un secondo foglio, allegato al primo, con l'elenco delle cose rubate.

NOTE ALL’INTRODUZIONE.
 

(A)  -  Il racconto di Cesare Cantù è stato pubblicato su questo blog il 7 agosto 2009 : http://bartesaghiverderiostoria.blogspot.it/2009/08/la-battaglia-di-verderio-di-cesare.html; 

Riferimenti a violenze seguite alla battaglia le trovate anche in: NOTE DI UN ANTIQUARIO -terza parte - di Francesco Gnecchi Ruscone:
 http://bartesaghiverderiostoria.blogspot.it/2009/06/note-di-un-antiquario-terza-parte-il.html


Sul blog trovate anche un’annotazione contenuta in un registro parrocchiale di Verderio Superiore : http://bartesaghiverderiostoria.blogspot.it/2012/05/una-testimonianza-del-canonico-lazzaro.html
e due documenti dell’archivio di Stato di Milano, riguardanti la famiglia Airoldi di Robbiate: http://bartesaghiverderiostoria.blogspot.it/2010/06/saccheggio-alla-casa-airoldi-di.html
 

Degli episodi di violenza di quei giorni parla anche Tito Livraghi nel brano del suo romanzo “La Riviera di Milano”, pubblicato nel post precedente a questo.
 

(B)    Sulla famiglia dei Marchesi Arrigoni, Angelo Borghi, studioso di storia di Lecco e del suo territorio ha scritto questa scheda. Ringrazio Angelo e la pubblico così come l’ho ricevuta:
 

“Si tratta del ramo Arrigoni di Esino, staccatosi da quelli di Bajedo ai primi del Cinquecento. Domenico era nato nel 1678 e viveva nel 1754; divenne marchese nel 1731. Aveva vari fratelli monaci e abati e una sorella Anna monacata col nome di Emilia Giuseppa (ecco il problema del mutamento di nome diventando monache, per cui Maria Teresa aveva forse altro nome) che viveva nel 1754. L'Andrea Orlandi, nella seconda tavola genealogica degli A. di Esino, fra le pagg. 108 e 109 del suo Le famiglie della Valsassina, Lecco 1932, non dà altre femmine. Gerolamo  marchese nel 1760 abitava in parr. S. Babila a Milano e pagò nel 1799 una contribuzione militare. Decio suo figlio era pure marchese vigente del 1801 e morto nel 1847. Se non ricordo male questi erano feudatari di Riolo e Broni.
A metà del '700 la villa dello Zucco era nelle mani del conte Pietro Paolo, parente di questi marchesi; ma Domenico marchese aveva molti possedimenti a Olate. Fra i documenti della parrocchia di Olate, ci sono carte non molto chiare, per cui comunque pare che vi sia stata, morto il conte Pietro Paolo nel 1779, una divisione di beni (ma forse anche prima perchè il conte nato nel 1735 a Domodossola, dove il padre era pretore, abitava nel 1764 a Castello ed era molto indebitato da dover vendere terre) per cui lo Zucco passò a Decio che stava a Broni; per quanto si capisce lasciò la villa a certi Vergani (così nel 1825), però Decio istituì un'Opera Pia milanese, che aveva molte terre a Olginate e altre a Olate. Morendo fece un ampio lascito alla chiesa di Olate (un po' di queste cose nel mio libro La chiesa parrocchiale di Olate, 2003, pp. 35-39)”
.

AVVERTENZE RIGUARDANTI LA TRASCRIZIONE DEL DOCUMENTO
 

Le parentesi quadre contenenti tre punti, sostituiscono le parole che non sono stato in grado di decifrare (è gradito qualsiasi aiuto); quelle con il punto di domanda, seguono le parole di interpretazione incerta. Fra parentesi quadre ho messo anche le parti mancanti delle parole abbreviate
La parola sic, fra parentesi tonde, significa “così, proprio così”. Vuol dire che la parola che la precede è scritta in modo sbagliato, non per una svista, ma perché scritta così nel documento. Chiedo scusa, per questa pedante precisazione, a tutti quelli che già lo sapevano. Io l'ho scoperto da poco, quando finalmente mi sono deciso a consultare il vocabolario: prima pensavo fosse una specie di “singhiozzo”, che sfugge quando ci si accorge dell'errore (come “gulp”, “sigh” e altre paroline tipiche dei fumetti). Questa avvertenza è dedicata a tutti quelli che, come me, per pigrizia o poca fiducia, faticano a consultare il vocabolario.


IL DOCUMENTO

copyright@Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati
 Trascrizione

Regia Amministrazione Provvisoria (1) N. 49

L’ex Monaca Maria Teresa Arrigoni Figlia del sopresso (sic) Monastero di Meda (2) essendo stata danneggiata dalla truppa militare stazionata in Verderio Superiore il g[ior]no 29 scorso aprile per la somma di [spazio vuoto] come da annessa lista;
Fà (sic) umile ricorso per il reintegro , non avendo ella altra susistenza (sic), che la mensuale pensione ed un tenue livello dalla sua Casa Paterna; Ciò è quanto ella rassegna, e dalla Pietà della R[egi]a Amministrazione il tutto implora e spera.
In Fede Maria Teresa Arrigona (sic)

P[re]te Gio Batta Bianchi Cur[at]o di Verderio Superiore (3)
Giò Battista Crippa Sos[tituto] dell’Ill.mo Sig. Conte Don Vitaliano Confalonieri deputato all’estimo
Lazaro Villa Deputato all’estimo
Pietro Besana Sostituto del Ill.mo Sig. Mar[chese]Gerolamo Arrigoni deputato all’estimo (4).
Gius. Ant.o Stucco Sindaco di d[etto] Comune



copyright@Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati

 Trascrizione

 Regia Amministrazione Provvisoria
 
Della

Ex Monaca M[ari]a Teresa Arrigoni proveniente da Meda abitante in Verderio che implora il reintegro del danno sofferto […] l’armata ivi stazionata.
N. 2589
[…] 28 maggio 1799
Si unisca al Fascicolo separato per il conveniente [?] riguardo sulle prestazioni gratuite a tale […] destinate
Avv. Pellegrini Delegato
Zuccoli delegato

II
Fasc. Mill. 1. 9. 6.



copyright@Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati


 Trascrizione

 Nota sincera di quello che mi è stato rubato nelle mie stanze nella Villa denominata Verderio Superiore
Lire due milla in oro moneta di Milano
Un mezzo […] cioccolato
Una […] di seta bellissima
Un paia di lenzoli nuovi
3 fazoletti di seta
20 camisce
Un abito nuovo del valore di [...] 200
Una tovaglia damascata con 6 mantili (5)
Due paia calzette fini
Una traversa (6)
Quatro (sic) giponini di dobletto (7)
 

Teresa Arrigona (sic) in fede
 

P[re]te Gio Batta Bianchi Cur[at]o di Verderio Superiore
Giò Battista Crippa Sos[tituto] dell’Ill.mo Sig. Conte Don Vitaliano Confalonieri deputato all’estimo
Lazaro Villa Deputato all’estimo
Pietro Besana Sostituto del Ill.mo Sig. Mar[chese]Gerolamo Arrigoni deputato all’estimo
Gius. Ant.o Stucco Sindaco di d[etto] Comune
 

Le suddette firme si certifica dal sottoscritto essere delli attuali deputati dell’estimo, Parroco del luogo e sindaco comune.
Pompeo Piscina
Regio Cancelliere


NOTE AL DOCUMENTO
 

(1) - Tra il maggio del 1799 e il giugno del 1800, le istituzioni della Repubblica Cisalpina sono soppresse. Con un proclama del 29 aprile del 1799, il giorno dell’entrata in Milano degli austro-russi, l’amministrazione provvisoria è  affidata a una Congregazione Delegata, che rimane in carica fino a che, con il proclama del 30 maggio 1799, viene sostituita da una Reggenza Provvisoria.
 

(2) -  Il Monastero di Meda fu fondato agli inizi del nono secolo da due personaggi che, divenuti santi,  sono ricordati come Sant Aimo e San Vermondo.  Venne soppresso dai francesi il 29 maggio 1798 e venduto all’asta. Le suore furono espulse. L’edificio, acquistato da un commerciante marsigliese, fu trasformato in villa neoclassica dall’architetto Leopoldo Pollak e oggi appartiene alla famiglia Antona Traversi.
 

(3) - Giò. Battista Bianchi fu parroco di Verderio Superiore dal 1779 al 1800.
Lazaro Ambrogio Fortunato Villa nasce a Verderio l'11 febbraio 1744 da Giuseppe e Margarita Burgo. Il 27 febbraio 1768 riceve l'ordinazione sacerdotale e il 18 febbraio 1792 - presentato da Vitaliano Confalonieri, "Patroni et Avocati Canonicatus" - assume, a Carate Brianza, il canonicato del titolo dei Santi Giuseppe, Domenico e Bernardo;
Conte Vitaliano Confalonieri (1760 – 1840), figlio del conte Eugenio Federico e di donna Anna Bigli.
 

(4)    Il deputato d’estimo è una figura di amministratore comunale introdotta, nel 1755, dalla riforma che l’impero austriaco varò allo scopo di uniformare i sistemi amministrativi dei comuni del Ducato di Milano. I deputati all'estimo erano gli amministratori scelti dagli estimati possidenti; di solito si aggiungeva un deputato al mercimenio fra i commercianti e industriali.
Un testo interessante sul sistema amministrativo della Lombardia austriaca, scritto dal dottor Fabio Luini, si trova sul sito del comune di Verderio al seguente indirizzo: http://www.comune.verderio.lc.it/verderio/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/74
 

(5)    Mantile: asciugamano o anche tovagliolo
 

(6)    Traversa: Telo o lenzuolo ripiegato nel senso della lunghezza e posto attraverso il letto di malati o di bambini, all’altezza del bacino, sopra o sotto il lenzuolo, per ragioni igieniche e di più facile pulizia (http://www.treccani.it/vocabolario/traversa/) .
 

(7)    Dobletto: “specie di tela di Francia fatta di lino e bambagia”  Da Il dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo

Marco Bartesaghi

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